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A tutta luce

Illuminare una casa significa dare luce, colore e calore ad ogni ambiente. Vuol dire utilizzare un sistema di illuminazione intelligente che possiamo gestire e adattare alle nostre esigenze quotidiane, ma soprattutto usare per valorizzare l’ambiente, con elasticità, nei vari momenti della giornata. Individuare delle regole penso sia molto difficile, direi quasi impossibile, perché le variabili in gioco sono molte. L’ingrediente più importante per cercare di sbagliare di meno è l’esperienza nel settore. Mettendo da parte quest’ultima, che non tutti hanno, cerco di definire alcuni punti base che possono aiutare a progettare correttamente la luce in una casa. 

Per prima cosa si deve valutare attentamente l’architettura dello spazio e la destinazione dei locali, poiché una cattiva illuminazione può sminuire qualsiasi ambiente. Un’illuminazione attenta e progettata con gusto invece riesce a valorizzare anche un ambiente banale.

Primo punto: la “luce di base” o “d’ambiente”, cioè quella luce che ci circonda e che ci permette di illuminare lo spazio nel suo insieme. Gestita con le nuove tecnologie (domotica), può essere adattata a vari momenti, definiti attraverso delle scene che possiamo impostare a nostro piacere. Considero questo punto molto importante: va pensata e progettata per tempo, con le nuove tecnologie costruttive, perché deve essere integrata nell’architettura della casa. Quindi, in ultima istanza, fa parte di quelle scelte fondamentali che non si possono assolutamente rinviare per la corretta gestione del cantiere e per ottenere un buon risultato finale. 

Secondo punto: la “luce d’accento”, ovvero quella luce che cattura l’attenzione, che evidenzia i dettagli e gli oggetti, che definisce un’area. In genere questo effetto si ottiene con un faretto spot che, grazie al gioco di luce e ombra, crea atmosfere uniche. 

Terzo punto: la “luce di servizio” o “funzionale”, cioè quella luce che svolge un servizio per le varie attività quotidiane, alle quali bisogna dedicarsi con grande attenzione. Tra queste si contemplano la luce dello specchio, la luce da lettura o cortesia nella camera da letto, la luce sotto pensile della cucina. 

Quarto punto: la “luce decorativa”, ovvero la luce regina per eccellenza, che si fa notare quando è accesa ma è protagonista anche da spenta e può seguire uno stile, un gusto, un design, anche se di base è molto soggettiva come scelta. La luce decorativa non ha limiti nella fantasia, nella composizione e nell’estetica. La scelta di questi oggetti è molto importante perché di solito sono determinanti nelle stanze in cui sono inseriti. Si pensi alla luce sopra al tavolo da pranzo di una cucina, ma anche a molte altre situazioni. 

Il mondo della luce presenta anche altri aspetti da valutare, che sono ugualmente importanti per la buona riuscita di un progetto di illuminotecnica. Eccone alcuni come esempi: i gradi Kelvin, l’indice di resa cromatica, l’indice di abbagliamento, il tipo di ottica ma soprattutto la qualità del led che determina la qualità della luce. È chiaro, quindi, che tutte queste componenti, affinché vengano gestite in modo corretto in un progetto di illuminotecnica, necessitano di molta esperienza, curiosità, gusto e passione, non solo per la luce ma per tutto quello che riguarda il mondo dell’architettura e del design.

 

Sergio Pellizzato – Stingers illuminotecnica

Pubblicato il 24 febbraio 2021 alle 12:42

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