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Residence Cicogna, il nostro “salto di specie”

Raccontare il proprio “salto di specie”, ovvero quell’evoluzione ecologica nel nostro modo di vivere che dobbiamo compiere per uscire migliori dalla pandemia: è questo l’invito del programma Caterpillar di Radio 2 per l’edizione di M’illumino di meno 2021, che ricorre venerdì 26 marzo, e noi cogliamo l’occasione per presentarvi l’ultimo progetto, una vera e propria “casa del futuro”.

Il Residence Cicogna rappresenta una notevole sfida tecnica: è stato selezionato a livello regionale, in base al bando regionale POS FESR 1.1.4 2019 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi“, che si prefigge di incentivare lo studio e il perfezionamento dell’efficienza energetica degli edifici, mirando alla massimizzazione dell’utilizzo dell’energia pulita autoprodotta dall’impianto fotovoltaico e solare termico.

Per raggiungere questo obiettivo gli impianti del complesso, rispetto a quelli delle attuali costruzioni certificate in Classe Energetica A4, sono stati dotati di una serie di implementazioni che consentono, per esempio, all’intelligenza artificiale esterna di comprendere le esigenze e le abitudini degli abitanti, autoadattando la fornitura di energia alle effettive esigenze e minimizzando gli sprechi.

Gli impianti di produzione di acqua calda sanitaria sono stati separati da quelli che forniscono la climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti, ottimizzando i reciprochi rendimenti.

Gli impianti fotovoltaici delle singole unità, oltre ad alimentare le normali utenze domestiche, in caso di surplus istantaneo di produzione possono, in sequenza:

  1. alimentare la propria batteria di accumulo elettrico;
  2.  dialogare con la pompa di calore, forzandone e riparametrandone le impostazioni di funzionamento e immagazzinando l’energia termica prodotta in appositi accumuli, detti inerziali;
  3. forzare, a discrezione dell’utente e in modo dosato, un’eventuale impostazione della temperatura interna degli ambienti;
  4. immettere nella comunità energetica condominiale il restante surplus di produzione fotovoltaica.

Con questi accorgimenti il progetto si prefigge di raggiungere percentuali di autoconsumo dell’energia fotovoltaica prodotta molto più elevate rispetto alle normali situazioni, in cui tale valore non supera il 30 – 35%.

Anche l’impianto di produzione dell’acqua calda sanitaria condominiale rappresenta un salto di qualità notevole rispetto alle attuali realizzazioni. Come primo accorgimento, la quantità di pannelli solari è stata maggiorata e, nel rispetto dell’estetica del fabbricato, sono stati disposti in maniera da raggiungere la massima resa invernale. In questo modo, tenendo presente che in ogni caso la resa estiva è garantita, si ottiene un innalzamento importante del rendimento medio su base annua.

L’impianto è dotato, rispetto a quanto si fa abitualmente, di un doppio accumulo di acqua calda sanitaria, così i pannelli solari hanno a disposizione un accumulo dedicato di acqua di grandi dimensioni, che consente la produzione e lo stoccaggio di una maggiore quantità di energia, sollevando in gran parte dal compito della produzione di acqua calda il generatore, che richiederebbe per questa funzione di consumare energia acquistata dalla rete.

Per lasciare ulteriore margine all’autoproduzione di energia pulita e gratuita ai pannelli solari termici, gli impianti sono dotati di un sistema che, autoapprendendo le abitudini di utilizzo di acqua calda da parte dei condomini, attraverso l’incessante elaborazione dei dati rilevati permette all’intelligenza artificiale esterna di dialogare con l’impianto e di impostare i parametri di funzionamento del generatore di acqua calda per garantire il minor utilizzo di energia.

Ad esempio, se in base ai consumi medi rilevati il condominio durante la notte e al mattino presenta una richiesta limitata di acqua calda, non avrà senso che il generatore porti alla massima temperatura l’accumulo: è sicuramente più intelligente ed economico far svolgere questa funzione ai pannelli solari il mattino successivo.

Il Residence Cicogna racchiude tutta l’esperienza di Crema Costruzioni, che da sempre studia e realizza ogni abitazione con l’obiettivo di garantire il maggior benessere possibile a chi vi abiterà.

 “Quest’anno di pandemia – spiega Claudio Crema – ci ha portato a rivedere il rapporto con le nostre abitazioni e a stabilire nuove priorità. Il Residence Cicogna si configura come una vera e propria “casa del futuro”, grazie alle innovazioni costruttive e tecnologiche. Credo che il passo fondamentale ora sia sforzarsi di diventare “abitanti del futuro”, per massimizzare i benefici offerti da questo nuovo modello di abitare, in nome del nostro benessere e di quello dell’ambiente”.

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 09:30

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