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Nel cuore delle case (e di chi ci abita)

Vorrei condividere con voi la lettura di un libro uscito parecchi anni fa, ma che tengo sempre nel comodino. Si intitola “Nel cuore delle case” ed è scritto da una psicoterapeuta, Donatella Caprioglio: ogni volta che  lo leggo è motivo e spunto di riflessione. Spesso penso che cosa debba rappresentare la casa per ognuno di noi. Con il mio lavoro ho modo di incontrare molte persone con esigenze diverse, vedo case diametralmente opposte fra loro. Ognuna  dovrebbe rispecchiare l’animo di chi la vive. Proprio questo è il concetto di base espresso nel libro da Donatella. Ogni qualvolta mi si chiede di collaborare alla realizzazione di una progetto penso sempre che il risultato finale non debba essere realizzare una casa da rivista, infondo nessuno di noi desidera vivere in una vetrina, ma piuttosto un luogo che ci rispecchi, nel quale ci si senta amati, coccolati, un rifugio dove elaborare le proprie emozioni.

Non credo che siano gli oggetti che possano rendere felici e neppure la mera ammirazione, bensì il rispecchiarsi in ciò che ci circonda. Sono profondamente convinta, forse in controtendenza, che la casa non sia un esercizio di bravura del costruttore, si tratti dell’architetto o dell’interior designer, ma la realizzazione del sogno del cliente. Questo tipo di “gloria” è effimera e lascia il tempo che trova se poi le persone che vi abitano non si sentono a proprio agio. Rabbrividisco quando vedo case tutte uguali, la copia conforme le une dalle altre, l’uso ripetitivo e quasi compulsivo degli stessi colori, come il bianco assoluto (così non si sbaglia mai!) che sembra quasi voler riprodurre brutte copie delle case ammirate nelle riviste del momento. Penso sarebbe la stessa cosa se si andasse a vivere nei corner del salone del mobile!

Ognuno di noi ha una propria vena artistica, attitudine alla creatività, un gusto e un’eleganza personale. La capacità di chi come me ha l’onore di accompagnare il cliente in questo splendido viaggio che si chiama “casa”, deve essere quella di saper cogliere la personalità dei futuri abitanti e indirizzarli, non sostituirvisi.

La parte più bella del nostro lavoro è conoscere persone nuove, sperimentare per rendere ogni progetto unico ed irripetibile: questa per me è “la missione” di un interior designer.

Pubblicato il 1 settembre 2020 alle 18:20

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