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C’era una volta: giorni di riflessione e nuove scoperte

Non vi dirò che non è stato spiazzante ritrovarmi improvvisamente bloccata a casa senza tutti i miei strumenti di lavoro, cataloghi, materiali, dépliant e l’abituale disordine che è sempre complice di una fase creativa.

Ho dovuto resettare il mio modo di lavorare cercando di impegnare la mente in altre cose e, così, perché non mettere ordine in armadi che oramai non guardavo da anni?

Ho riscoperto dei piccoli tesori che non ricordavo di avere. In una parte remota dell’armadio guardaroba ho ritrovato le lenzuola della dote di mia nonna con il monogramma ricamato. Mi hanno riportato alle mie origini, al profondo dispiacere di aver perso e dimenticato un’arte così meravigliosa come il ricamo.

Ma ancor più mi hanno rapito quelle della bisnonna di mio marito, di origini meridionali: il ricamo nella tradizione del Sud era un vero e proprio culto e si traduceva in opere d’arte.
Mi sono detta che sarebbe un peccato usarle nel letto con il timore di poterle danneggiare, e allora mi piacerebbe dare loro nuova vita. Perché non farne delle splendide ed uniche tende? A mio avviso, si inserirebbero perfettamente in una casa moderna, coniugando il candore del tessuto e la poesia del ricamo con l’austerità che contraddistingue questo stile. Potrei parlare di vintage ma ormai è troppo inflazionato e vi si confonde qualunque oggetto anche di dubbio gusto.

Amo i contrasti e inserire contestualizzando oggetti o tessuti del passato rendono uniche e irripetibili le
nostre case.

Valentina Pastrolin

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 09:39

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